100 anni di innovazione nelle cucine
CHE COS’HANNO IN COMUNE UNA PENTHOUSE IN LEONARD STREET A MANHATTAN, UN QUARTIERE CON 56 VILLE NELL’ANTICA CITTÀ DI SUZHOU IN CINA, UNA MANSION VITTORIANA A LONDRA, UNA TORRE ALTA 150 METRI NEL CENTRO DI SHANGHAI E 375 NUOVE RESIDENZE DELL’HOTEL WALDORF ASTORIA DI NEW YORK?
Proposte sempre più flessibili, modulari, componibili. Vela, Nuvola, Banco, Tivalì, Hi-Line, Set, Trim – tanti successi, tante possibilità di scegliere modelli diversi che assecondano gusti, tendenze, esigenze. Dada diventa internazionale. Sir Norman Foster la sceglie per le residenze di Albion Wharf a Battersea, e disegna Place, una cucina su misura per gli spazi londinesi. Giorgio Armani vuole Dada per le torri che arreda nel mondo, e nasce il marchio Armani I Dada. Herzog & de Meuron riprogettano lo skyline di Manhattan e vogliono Dada per le 145 cucine di Leonard Street.
Sistemi, non solo cucine, che nascondono tecnologie segrete. La colonna girevole, sviluppata dall’R&D, è una dispensa con un’incredibile capacità di contenimento. La cucina è un laboratorio. Di idee, progetti, materiali. Si comincia con buoni ingredienti. Il resto è alchimia, sperimentazione, pratica. Non esiste la ricetta perfetta, ognuno ci mette del suo. Un pò come l’Italia, un Paese in trasformazione. Poche certezze ma un grande cuore, la famiglia, e un luogo di condivisione, la cucina.
All’inizio degli anni ‘90, arriva la colonna operativa con un sistema di apertura brevettato Fold&Slide che rende tutto accessibile. La cucina diventa una workstation. Vince la precisione, l’iper-specializzazione, Dada diventa Molteni&C Kitchen, l’avanguardia della produzione.
E poi, negli anni 2000, un nuovo scarto. Vincent Van Duysen, direttore creativo di Molteni&C, disegna volumi monolitici, proporzioni rigorose e superfici materiche per VVD e Ratio.
take a look inside
Le sale d'attesa negli uffici raramente trasmettono calore. Progettate per ospitare brevi soste - l'entrata e l'uscita quotidiana, dieci minuti di tensione prima di un colloquio, o pochi secondi tra una riunione e l’altra - questi spazi liminali sono spesso essenziali e arredati in modo superficiale, con arredi di bassa qualità.